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Racconto d’autunno (Tommaso Landolfi)

A cura di: Paola Iannelli


L’opera: Il libro fu pubblicato da Vellecchi nel 1947. L’autore, il giovane Tommaso Landolfi, reduce dal secondo conflitto mondiale, ritorna nella sua terra natale e il suo primo desiderio consiste nel rimettere insieme i cocci della residenza familiare a Pico. Durante l’attesa Landolfi spolvera il baule dei ricordi e con immensa nostalgia gli appare la tela su cui dipingere questo fantastico racconto nero.

Ambientato durante l’ultima fase della guerra, il protagonista divide il palcoscenico insieme alla sinistra figura di un anziano uomo, padrone di una residenza tra i boschi che gli dà asilo durante la sua fuga. Il giovane soldato narra in prima persona, e già dalle pagine iniziali chiarisce che è un disertore; essendo tale ha un’impellente esigenza di trovare rifugio, così accetta senza troppe ritrosie l’ospitalità dell’anziano proprietario.

L’atmosfera all’esterno e all’interno della casa appare sospesa sin dai primi accenni, ma nulla scoraggia il fuggiasco. Strani rumori, soffi d’aria improvvisa e umide apparizioni rendono il soggiorno movimentato. Entrando nel vivo del romanzo sembra quasi d’immergersi in quelle ambientazioni lugubri e terribilmente tese, fedeli ai romanzi neri di fine ottocento pubblicati in Inghilterra.

Il personaggio: L’ardore della gioventù mista a un pizzico di incoscienza rendono il soldato impavido, nei confronti dell’oscura realtà che la dimora gli presenta. Seguendo l’ordine rapido degli accadimenti l’ospite scardinerà il cuore duro dell’anziano e scoprirà la verità. La figura di una donna bellissima esposta in un quadro condisce il racconto con una vena di sensualità. Tutto precipiterà rovinosamente nel momento in cui il soldato viene a capo dei segreti nascosti di quel luogo. Come un antico sortilegio il giovane ne resterà ammaliato, tanto da ritornare, dopo essere riuscito a fuggire in maniera rocambolesca. Nulla gli aveva restituito la pace dell’anima. Il ricordo di quel segreto, la donna del ritratto, la sua inquietante presenza lo condurranno verso la via del ritorno. Ciò però decreterà un finale aperto, in cui si mette in gioco l’immaginazione del lettore, regalandogli un macabro frammento di romanticismo.

Perché leggerlo: Per gli amanti della suspense questa lettura è singolare. Segue una linea narrativa avvincente, chiara, condita da una struggente vena poetica che la rende unica. Il sentimento dell’amore unito al fascino dell’ignoto coglie l’attenzione del lettore restituendogli un’atmosfera incantata, chiusa, sottovuoto, in attesa che qualcuno la apra risvegliando la sfera del labirinto delle emozioni.

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