Le menzogne della notte (Gesualdo Bufalino)

A cura di: Leopoldo Bifulco


L’opera: Il libro è stato pubblicato nel 1988.

In pieno risorgimento, quattro rivoluzionari sono attesi dalla ghigliottina. Trascorrono l’ultima notte in un carcere borbonico situato su un’isola indefinita del Mare Nostrum. Il governatore del carcere promette la salvezza; nella cella dei ribelli verrà deposta un’urna dove questi potranno lasciare un biglietto anonimo. Tutti vivranno se uno di loro scriverà il nome del Padreterno, il capo dei ribelli. I condannati, per fare chiarezza nei loro cuori, decidono di avvicendarsi nel racconto di un momento vissuto in passato, da trattenere sulle palpebre, nell’istante che precede la mannaia. L’alba, poi, svelerà un finale imprevedibile.


Il personaggio: I personaggi principali sono i quattro rivoluzionari e i loro ricordi a rischiarare il buio della notte tempestosa. Partecipa alla veglia, un altro condannato, l’inquietante Frate Cirillo. Il giovane Narciso rivive il suo amore giovanile, divampato poi in passione, per la dama Eunice. Il barone Ingafù narra della sua vita intrecciata a quella del fratello gemello, morto in un duello. Agesilao racconta di sé trovatello, nato da un atto violento, poi diventato soldato e autore dell’assassinio del bruto, suo padre. Infine Saglimbeni, il poeta, che recita una storia falsa smascherata con scaltrezza da Frate Cirillo. Tutti ricordano i moti carbonari, la vicinanza al Padreterno e quindi, la cattura.


Perché leggerlo: «Dentro l’iride una malizia volubile, cui rispondeva un’altra malizia, delle labbra socchiuse che sembravano baciar l’aria ad ogni respiro». Un soffio della descrizione di Eunice, amata da Narciso: la poesia fa breccia nella prosa e la lotta prosegue avvincente in tutto il romanzo. Cosi come ricorrono le questioni: Morire sarà utile alla causa? Deposto il tiranno ne arriverà un altro? Il popolo merita il nostro sacrificio? Per tutta la veglia riluce l’amore per la vita, sempre degna di essere vissuta, con tutti i sensi. Il romanzo è sapido, elegante, ricco di cultura e restituisce il puro piacere della lettura.


Revisione di: Martina Megna

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