Anteprima Poetica - Laura Anita Balsanelli



Laura Anita Balsanelli - 31 anni. Della provincia Ovest di Milano.

La poesia è sempre stata presente nella mia vita.Difatti, ho mosso i primi passi con lei sin dall’età di otto anni poiché sono sempre stata attratta dai particolari e dalle piccole cose nascoste.

Via via con gli anni, ho incominciato a raccogliere le mie impressioni su fogli volanti, scontrini e diari per dar voce a ciò che sentivo.

La mia poetica si incentra in particolar modo sul rapporto uomo-natura, utilizzando spesso personificazioni e metafore come figure retoriche.

Si pensa sempre che la poesia sia intimista, legata dunque alla sfera personale o introversa. Io credo che appena si riesce a coglierla e ad adagiarla sul foglio, non sia più solamente tua, ma di tutte le persone che le verranno incontro.


Into the woods

Costituirmi ai boschi non come prigioniera ma come rifugiata. Arrivare ansante come macchia fulva fuggente di volpe facendomi fagocitare e dissipare dal loro respiro.



A Giuseppe

Si sente braccato, colto da un'estinzione affettiva. Ha una zampa ferita di rose questo lupo che si aggira sanguinante ai confini del cuore abitato. Additato da favole e uomini.



Preliminari d'amore

Preliminari d'amore - le ombre dei faggi si sdraiano fresche di esperienza. A tentoni si cercano, non sanno ancora bene dove toccarsi, dove l'erba solletica più forte di piacere. Intersecano le proprie dita più forti del sole.



Ho colto in flagrante


Ho colto in flagrante la poesia

si appartava sull'ombra delle cose,

appoggiata al muro, di spalle, per celarsi il più possibile, quasi a voler schermare la sua esistenza.

Ma al contrario, per me, torreggiava lucente

l'ho vista e non ho più voluto guardare altrove.


Arruffo la penna


Arruffo la penna come un uccello in cattività prematura.

Scuoto via, impettita le sbarre di questi infimi quadretti

come acqua di abbeveratoio in eccedenza.


Traduco la polvere


Traduco la polvere in luce, gli echi delle montagne in Oreadi il sibillino linguaggio notturno dei boschi

in ignoto ceppo primordiale, la goccia di pioggia sul mio palmo in indivisibile liquido morfema.

Colgo la bellezza nella sospensione tra il sentito e l'inaudito.






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