La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo (Laurence Sterne)

A cura di: Anita Napolitano



L’opera: La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo è un’opera umoristica,irriverente, anarchica, enigmatica, originale,che persino dal punto di vista tipografico mostra tante stravaganze: come una pagina tutta bianca, un’altra tutta nera, una marmorizzata e poi capitoli composti da una sola frase.

Un romanzo ricco di divagazioni, di opinioni appunto, che operano uno scarto tra il tempo della storia narrata e quello in cui viene enunciata l’opinione, che non sono per Sterne artifici letterari, ma l’espressione della libertà dello spirito umano che associa le idee, le dissocia, unisce più idee semplici in una sola idea complessa, costruendo un mondo che ci sembra più vero del mondo vero perché non è imitazione di questo, ma del processo stesso attraverso il quale si costruisce.

Scritto nel 1756, fu un’opera innovativa, stravagante per quei tempi:è stato infatti definito il capostipite del romanzo moderno, ma anche l’antiromanzo in quanto ruppe con le convenzioni del romanzo tradizionale, attraverso le continue digressioni, i flashback e i flashforward e poi per l’assenza di una vera e propria trama. Sterne impiega un anno per scrivere la storia di una singola giornata, nella speranza che possa essere stata scritta per un tempo infinito.Il testo in nove volumi rappresenta il tentativo, sicuramente riuscito, di stravolgere l’idea circoscritta di libro, di abbatterne le norme, i confini, le linee rette.


Il personaggio: Il protagonista e narratore è Tristram che racconta la storia della sua famiglia in un momento storico imprecisato, ma nel quale nessuno dei soggetti di cui parla è vivo. I due personaggi con cui si apre il romanzo sono i suoi genitori, Walter ed Elizabeth Shandy, inquadrati nell’atto del concepimento del futuro protagonista. Walter è un uomo metodico tanto che ricarica la pendola di casa ogni prima domenica del mese, quando sbriga puntuale le “faccende matrimoniali” ma sono poi le infelici interruzioni della madre che incarnano lo spirito shandiano.

Poi c’è zio Toby, un ex ufficiale dell’esercito militare, fratello di Walter: è ossessionato dall’arte militare, ma troppo ingenuo e pacifico per la sua professione il che lo rende uno dei personaggi più benevoli del romanzo.Il dottor Slop invece è l’unico personaggio piatto, privo di quella tenerezza umana che invece caratterizza Toby.

Yorick, il parroco ironico e ingenuo,Obadiah, la vedova Wadman, il caporale Trim, popolano l’universo di ieri di Tristram in attesa di quello di individuare quello di domani.Nel romanzo non ci sono eroi inferiori ma solo eroi minori, le cui incongruenze e piccole manie suscitano la nostra ilarità e la nostra simpatia.


Perché leggerlo: Il Tristram Shandy è un libro scritto per far sorridere o meglio ancora ridere, perché Laurence Sterne con il suo capolavoro si fa capostipite di tutta la letteratura umoristica.Attraverso la scrittura zigzagante, l’andare avanti e indietro, tentò di sottrarsi alla destinazione mortale di ogni uomo. Inoltre,consiglio di leggerlo perché come afferma Claudio Magris, La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo è il libro da portare con noi su un’isola deserta, costituirebbe «il caldo e profondo legame fra un moderno Robinson Crusoe e l’umanità, dalla quale solo in apparenza i flutti lo separano».




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