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La scala a chiocciola (Mary Roberts Rinehart)

Aggiornato il: mag 18

a cura di : Paola Iannelli


L’opera: Con quest’opera pubblicata nel 1908, l’autrice Mary Roberts Rinehart inaugura per la gioia dei lettori il primo giallo classico al femminile. Il genere iniziava a mostrare i connotati basici di quello che diverrà un filone narrativo di successo, consacrato dall’audace e sagace penna di Agatha Christie.

La vicenda si svolge nel New England. Una signora di mezz’età, Rachel Innes, decide di trascorrere sei mesi in campagna, affittando la villa Sunnyside. Decisione non condivisa dai suoi due nipoti, di cui lei era stata tutrice, dopo l’infausta, quanto precoce, morte dei genitori. L’atmosfera di suspense cattura l’attenzione del lettore già dalle prime pagine. Misteriose incursioni notturne da parte di sconosciuti rendono l’inizio della permanenza della signora Innes alquanto complicata. Poi la morte violenta di un giovane uomo, trovato cadavere, per un colpo di pistola, all’interno della villa, definisce l’inizio della sapiente trama di questo giallo.

Il personaggio: Lo stile della Rinehart è connotato da eleganza e un adeguato registro linguistico. La protagonista detective racconta in prima persona la storia, adottando un modo di narrare salottiero. L’intera vicenda ruota intorno a Rachel, al suo intuito consolidato da un tipo di sagace acume. Vari personaggi si alternano nel plot, tesi a sfruttare un meccanismo utile a depistare il lettore da conclusioni ovvie. Poche frasi e indicazioni nascoste all’interno del romanzo indicano il punto in cui si rivela l’enigma, come la continua citazione della scala a chiocciola. Una stanza segreta, un mistero che cela la brama del potere, l’appropriazione di una somma di danaro; saranno questi gli ingredienti che mescolati fabbricano l’intrigo.

Perché leggerlo: Il richiamo al periodo di produzione di quest’opera riesce a far vivere al lettore l’atmosfera cristallizzata e leggermente fumosa dell’Inghilterra degli inizi del novecento, dove i colori, i sapori, le usanze, profilano la società filo vittoriana. I motivi per i quali si commetteva allora un delitto non sono poi così lontani da quelli di oggi. In fondo i cardini del romanzo giallo restano sempre i medesimi: omicidio, indagine e soluzione. Tutto ciò conferma che il genere, definito spesso un soggetto di paraletteratura, ha cambiato pelle per trasformarsi in una serie di sottogeneri che hanno raggiunto vette di popolarità e di adesione di proporzioni infinite. Le ragioni di un tale seguito sono da ricercare nella voglia di narrare il mondo del male e la conseguente dimostrazione delle molteplici abilità umane nel dipanare la nebbia che avvolge i delitti, unito all’arduo compito degli investigatori nell’individuare i colpevoli e assicurarli alla giustizia.

Rendere merito a Mary Roberts Rinehart è doveroso considerando che, grazie al successo ottenuto come scrittrice, risollevò le sorti economiche della sua famiglia. Caparbia e volitiva si affermò nel mondo della letteratura.

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