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Colazione da Tiffany (Truman Capote)

A cura di: Simona Vassetti


L’opera: La giovane protagonista Holly Golightly è una donna in transito, perché non trova mai un luogo che le appartiene. Nella sua casa i bagagli sono sempre pronti, si circonda di tipi stravaganti ai quali non racconta nulla di sé, se non che abbia tentato la carriera di attrice. Un giorno conosce Paul, suo vicino, scrittore squattrinato e in cerca d’ispirazione. Tra i due nascerà un rapporto platonico. Holly, mentre si fa mantenere dal riccone di turno, vive alla giornata e ha come unico impegno la visita in carcere al vecchio gangster Tomato. La scoperta del passato di Holly, un’infanzia sbandata, un matrimonio naufragato, non convince Paul sulla sua partecipazione a un traffico di droga, per questo l’aiuterà a fuggire sapendo di perderla per sempre. Proprio la perdita di Holly sarà d’ispirazione al romanzo che scriverà e da cui otterrà il successo tanto desiderato.

Il personaggio: La Holly letteraria e la Holly cinematografica sono due personaggi differenti. Il film ha edulcorato la figura della protagonista che nella versione letteraria non convince del tutto. La giovane infatti sbaglia e continua a farlo senza un minimo di rimorso. Attraversa le vite altrui ignorando le conseguenze delle sue azioni: ama trasgredire, interrompere relazioni, abbandonare animali.

Perché leggerlo: è un’opera diversa dal film che ha visto la Hepburn impersonare il ruolo di Holly. Chi non ricorda la fuga da Tiffany, il richiamo del taxi col fischio e la scena finale sotto la pioggia? L’opera letteraria però si fa apprezzare per le differenze, prima fra tutte la bisessualità della sua protagonista, del tutto eliminata nel film.

Il romanzo del 1958 è un’opera anticonformista, che mal s’insinuava nell’allora società americana benpensante e puritana, ma che ora si può leggere liberamente per apprezzarne la perizia narrativa dell’autore.


Revisione di Martina Megna

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