Prima traduzione italiana con testo giapponese a fronte
A cura di Francesca Bianco
Hagiwara è considerato il padre della poesia colloquiale giapponese, essendo riuscito a sdoganare il verso libero da una tradizione poetica cristallizzata dalle metriche haiku e tanka e dai rimandi classicheggianti, visti all’epoca come la massima manifestazione della lirica.
La silloge propone degli stilemi che giocano sulla musicalità e su un vocabolario diretto e di chiara intenzione significativa.
"Il gatto blu" contiene 56 poesie e un saggio del poeta. Tramite l’immagine del gatto blu, l’io poetico descrive la propria tristezza esistenziale in una metropoli che aliena. Il gatto, con la sua natura vagabonda e notturna, rappresenta l’errare della voce in un’epoca di dolore e pessimismo.
Il gatto blu - Sakutarō Hagiwara (a cura di Francesca Bianco)
9788832784725
Sakutarō Hagiwara nasce nel 1886 a Maebashi. Nel 1917 pubblica "Tsuki ni hoeru" ("Abbaiare alla luna"). Nel 1923 pubblica la sua seconda raccolta, "Aoneko" ("Il gatto blu"). Seguono "Chō wo yumesu" ("Sognando una farfalla") e "Junjō shōkyokushū" ("Raccolta di brevi brani sinceri"). Negli anni Trenta si riavvicina alla poesia giapponese classica, abbandonando lo stile moderno e il verso libero che lo avevano reso famoso. Appartengono a questa fase le sue ultime due raccolte, "Hyōtō" ("L’isola di ghiaccio", 1934) e "Shukumei" ("Il destino", 1939).




