Pochi violentissimi istanti, e una esplosione devasta la quotidianità di Secondigliano, periferia nord di Napoli, che si trasforma d’improvviso in una cava di morte e dolore. Corpi esanimi, macerie, case divelte, sguardi curiosi e responsabilità scaricate a vicenda tra i rappresentanti delle istituzioni presenti sul luogo del disastro. Su ogni cosa, aleggia il sospetto che possa trattarsi di un attentato non isolato, e che l’autore si aggiri ancora tra i sopravvissuti nell’attesa di replicare il gesto mortale. Fa freddo, piove, e gli animi sono agitati.
Salvatore Bronco, da Modena, provincia, commissario della Mobile locale, si gode il giorno di riposo, prima che la stessa esplosione squarci la sua faticosa serenità, coinvolgendolo in una serrata caccia all’uomo dal finale denso e imprevedibile.
Le indagini poliziesche conducono a bivi inaspettati, dove buoni e cattivi diventano indistinguibili meteore, e i confini labili tra lecito e illecito stridono con l’intransigenza di un uomo che, tolta la divisa, sublima istinti omicidi. 
Tra Napoli e Firenze, tra sottosuolo e strade asfaltate, Bronco attraversa la periferia della città di adozione, incrociando quella, più dolorosa e intima, della sua vita di bambino. Il viaggio nelle viscere di Napoli diventa così il cammino a ritroso nella propria storia personale, e nelle numerose ombre, istantanee che la memoria improvvisa e spietata gli restituisce a tratti. Ma il momento è propizio e il ritorno al passato salvifico, perché il tempo trascorso andrebbe guardato sempre con la giusta lucidità. E possibilmente, controluce.

Controluce - Bruno Pezzella

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