Il libro intreccia la storia di Napoli e dei cambiamenti sociali degli ultimi trent’anni a quella della nascita e dell’evoluzione di Gesco, il più grande gruppo di imprese sociali del Sud Italia. La formula narrativa scelta è quella dell’autofiction, dove l’analisi di contesto è affiancata da una riflessione individuale che emerge con il metodo dell’intervista. Protagonista è Sergio D’Angelo, direttore del gruppo di imprese sociali Gesco, uno dei principali esponenti del mondo sociale in Italia e promotore di importanti battaglie per i diritti, come quelle condotte sotto l’egida del comitato “Il welfare non è un lusso” che ha portato ad azioni eclatanti, tra cui l’occupazione del Maschio Angioino. 
Il viaggio nel tempo è condotto da Mario Petrella e Giovanni Attademo, l’uno a lungo dirigente Asl e l’altro del Comune di Napoli, tra i più forti sostenitori dell’integrazione tra il servizio pubblico e il terzo settore. Le vicende narrate coincidono con quelle di tre generazioni: operatori sociali, attivisti, psicologi, schiere intere di sociologi ma anche educatori, scrittori, formatori, avvocati e giornalisti. 
Sullo sfondo una città dove si stanno sperimentando nuove forme di emancipazione dal disagio e dove non si è mai smesso di credere che la camorra non sia una malattia ma un fenomeno da combattere con le armi giuste, a partire da quelle della cultura e del lavoro.

Aspettando il 112 - Giovanni Attademo e Mario Petrella

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