Simbolici, visionari, questi racconti sono espressione di un “realismo speculare”, uno stile estetico e creativo in cui i topoi canonici della realtà si rispecchiano in se stessi fino a stravolgersi, fino a diventare segno, emblema. Come Il binario di San Hermanito, ambientato sul versante spagnolo dei Pirenei, dove un fantasmagorico treno sbuca da una galleria interrotta per riportare indietro i morti del paese; o il racconto sperimentale La casa degli specchi dalle multiple ipotetiche soluzioni, o Il filo di Ariadni, uno spaccato dell’antica Creta, dove la figura del Minotauro incarna l’inconscio distruttore dell’uomo.
In bilico fra realtà e surrealtà, gli intrecci nascono dall’esigenza di ricollegarsi al mito, di ricucire la quotidianità con altre dimensioni più sottili, interne ed esterne.

A nord del crepuscolo orientale - Oretta De Marianis

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