Stefano Turati, gentiluomo napoletano figlio dell’avvocato Roberto, amico di Alessandro Manzoni, osserva gli eventi del suo tempo con gli occhi del patriota scettico e del giovane ardimentoso. Ben presto decide di arruolarsi con l’intento di uccidere il rivale in amore di Francesco Falcone, tenente dei lancieri di Ferdinando di Borbone.
Dal 1839 al 1873, il romanzo attraversa l’epopea e la caduta del Regno delle Due Sicilie: dalla nascita della prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici, alla rivoluzione del ’48; dai moti di Carlo Pisacane all’impresa dei Mille, fino all’avvento a Napoli dei garibaldini, nel settembre del 1860.

Manzoni è morto - Stefano Cortese

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