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Tenera è la notte (Francis Scott Fitzgerald)

A cura di: Anna Maria Montesano



L’opera: Il romanzo si apre sullo splendido scenario della Costa Azzurra; qui arriva la giovane e bella Rosemary che fa conoscenza con un gruppo di ricchi americani, tra cui una coppia molto affascinante: quella del bel Dick Diver e della sua facoltosa moglie Nicole Warren.

Dick è uno psichiatra e ha conosciuto, nella clinica dove lavora, Nicole, in cura per disturbi di schizofrenia. L’uomo se n’è innamorato e l’ha sposata. Malgrado le frequenti ricadute della moglie, la coppia appare felice e Dick usa il denaro di Nicole per creare in Riviera un complesso di lusso, Villa Diana. Un giorno Nicole ha una grave crisi e Dick, spaventato e stanco decide di allontanarsi da lei. Va in America e, di ritorno in Europa, si trattiene a Roma per vivere finalmente la sua passione con Rosemary che l’ha sempre affascinato. L’atmosfera idilliaca di qualche anno prima è però svanita e il suo desiderio non si concretizza. Intanto Nicole ha scoperto di non aver più bisogno del marito e di poter vivere nuovi amori.


Il personaggio: Bello e affascinante, Dick Diver, alter ego dello scrittore, riesce a incantare chiunque incontri, eppure, secondo sua moglie: «C’è in lui un fondo di durezza e di determinazione che contrasta con la spensierata immagine che mostra agli altri». In realtà Dick, proveniente da una povera famiglia degli Stati americani del sud, pur avendo acquistato un’apparente sicurezza studiando psichiatria ed emigrando, soffre molto per la differenza di ceto fra lui e la ricchissima moglie; inoltre, a lungo andare è stanco del doppio ruolo di medico e marito che lo costringe al fianco di Nicole. Come Gatsby, il personaggio più celebre di Fitzgerald, l’uomo ambisce alla ricchezza per superare la solitudine, ma sarà proprio la sua smania di grandezza che lo porterà alla rovina.


Perché leggerlo: Il romanzo è un monito a guardarsi dalle facili illusioni della ricchezza e del successo. Offre inoltre un quadro delle conseguenze della Grande Crisi, di un periodo, l’età del jazz, in cui in America, e non solo, non c’era più posto per i poveri e i deboli. Avendo vissuto personalmente quell’atmosfera, Fitzgerald crea personaggi che hanno raggiunto la ricchezza o l’hanno a lungo cercata e che, da quella stessa ricchezza, sono stati distrutti.


Revisione di: Martina Megna

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