Homo Scrivens

Homo Scrivens
Enciclopedia degli scrittori inesistenti


a cura di Giancarlo Marino e Aldo Putignano
(Boopen LED)


Prefazione



Preparatevi a sfogliare un’enciclopedia in cui tutto ciò che è scritto è falso, o meglio, una finzione. In questo bizzarro volume si muovono infatti scrittori che non sono mai esistiti e opere che nessuno può aver letto: una teoria di personaggi più o meno verosimili, che attraversano infinite epoche e culture, da Adamo ai robot scrittori del futuro, dai popoli dell’antichità al medioevo cristiano, dal romanticismo alle avanguardie. Sono racconti essenziali, vite difficili o divertenti, solenni o grottesche, accompagnate da improbabili movimenti letterari, riviste mai date alla stampa, opere d’incerta origine o classificazione, eppure in alcuni casi già oggetto di elogi o stroncature da parte della critica, o gratificate da premi e riconoscimenti letterari. Solo che, si diceva, tutto questo non è vero, ce lo siamo inventato.
La letteratura è finzione, ed è strapiena di scrittori e critici di fantasia, di testi a stampa mai editi e manoscritti mai manoscritti, evocati da narratori d’ogni tempo e luogo all’interno delle loro storie. Qui, semplicemente, abbiamo rimosso lo scopo, la cornice entro la quale opere e personaggi sono di regola introdotti, e li abbiamo fatti scorrere, uno dopo l’altro, ognuno con la propria vita e la propria storia da raccontare, dando loro la possibilità di esistere, in un libro come nella mente di chi lo leggerà. È un’enciclopedia atipica, in cui la narrazione prevale sull’informazione, ma organizzata secondo criteri scientifici, registrando anche le voci e le influenze di autori (inesistenti) su altri autori, esistenti o meno, con un contrasto paradossale fra il rigore apparente della forma e la libertà assoluta del contenuto: verrebbe da crederci, si potrebbe dire, se tutto non fosse esplicito già dal titolo: Enciclopedia degli scrittori inesistenti.
Ogni esistenza ha le sue regole e i suoi confini, ma la fantasia ci permette di abbatterli e superarli, con pensieri, immagini e illusioni che sono concreti e palpabili come lo sono i sogni, e fanno parte di noi, della nostra vita, ci vivono dentro, esistono, e sanno come farsi ascoltare. Ogni scrittore immaginario ci racconta qualcosa e ci ricorda quel che più ci piace o quel che manca, oppure quel è mancato, come per tanta letteratura al femminile, idealmente localizzata nei secoli e nei luoghi, ad espressione di un’assenza reiterata, un promemoria. Nel progettare questo testo, dunque, abbiamo voluto lasciar vincere l’immaginazione, che ha chiesto a centinaia di letterati o pseudoletterati che nessuno si era mai preoccupato di creare di riunirsi in un solo libro, e a tanti scrittori e appassionati di scrittura di raccontarne la storia, all’interno di una Storia mai esistita, certo, ma non per questo meno affascinante. Gli scrittori qui raccolti non esistono e non sono mai esistiti, eppure basta posarci gli occhi anche solo un istante per avvertire come siano tutti legati da una comune volontà di dire e di essere ascoltati, così come i loro autori, i cento compilatori di queste schede, scrittori esistenti, famosi o meno, che dialogando fra loro hanno dato vita ad una clamorosa opera d’immaginazione collettiva. L’Enciclopedia è il loro campo d’azione, il gran contenitore: qui si agitano fantasmi e opinioni, si scontrano le idee, si raccolgono le emozioni, come in ogni libro che si rispetti.
Ad ogni compilatore è stata concessa la massima libertà; in fase di revisione si è poi cercato di uniformare le scelte tipografiche e di composizione, non lo stile né, come ovvio, il pensiero. In un’opera come questa, però, la revisione è destinata a non finire mai, in quanto, contrariamente ad ogni assioma della critica e della filologia, di ogni autore inesistente è possibile, in qualsiasi momento e senza obbligo di verità o di verosimiglianza, modificare la vita come le opere, un vantaggio che a noi miseri esistenti purtroppo non è concesso. Anche nell’inventare degli inesistenti esistono però dei limiti, anche l’inesistenza ha le sue regole e i suoi confini, non soltanto formali, e il confine massimo dell’inesistenza, lo abbiamo sperimentato qui, è, in un significativo gioco delle parti, l’esistenza stessa. Più volte infatti abbiamo dovuto ritornare sulle nostre schede, modificando nomi e titoli o riposizionando autori e opere nel tempo e nello spazio per il semplice ma fondamentale assunto che questi esistevano già, che quel che noi avevamo semplicemente immaginato da altri era stato già vissuto. La vita ne fa di questi scherzi, non solo la fantasia.
Tutto poi è nato per gioco. Un mettersi alla prova, una sperimentazione: nel nostro laboratorio di scrittura e creatività che ormai sette anni fa abbiamo ribattezzato Homo Scrivens, abbiamo proposto ad un ristretto gruppo di autori e scrittori di comporre un profilo biografico-letterario di un autore inesistente, ritenendo, come è naturale, che non esista per chi scrive miglior modo di riflettere su se stesso e sulla propria poetica che proiettarlo altrove.
Già da quelle poche schede, abbiamo compreso che gli inventati scrittori rivelavano un’esigenza di vita che andava ascoltata, e che era il caso di provare a dar loro uno spazio, un luogo dove esistere, pur consapevoli delle difficoltà di un simile lavoro. Ricordo ancora quando in una sera di dicembre mi interrogavo dubbioso con Giancarlo Marino, mio amico e collega, in questa come in altre imprese letterarie, sulle effettive possibilità di raccogliere più testi di tal schiatta, quasi un nuovo genere letterario, da poter comporre un libro o almeno un librettino, un opuscolo. Da allora siamo stati travolti. In pochi mesi il volume si è composto da solo e adesso che è concluso mi dispiace, per quelli cui l’abbiamo detto troppo tardi, per coloro i quali avrebbero voluto partecipare e che non siamo riusciti neppure ad avvisare, e per tutti gli scrittori che avrebbero potuto esistere: mi dispiace. Ma non finisce qui, dobbiamo continuare. Poiché un’Enciclopedia dovrebbe aspirare all’universalità, e bisogna ammettere che gli Universi, letterari e non, sono infiniti; come le vite di coloro che non esistono.
Per questo volume così poco convenzionale, infatti, non abbiamo stilato neppure una lista di inviti, come si conviene: è stato tutto un fluire di proposte buttate lì, un se ti va, perché non provi, in incontri occasionali, una chiacchiera ininterrotta con amici vecchi e nuovi, che ne hanno parlato a loro volta con i loro amici, che ne hanno parlato con i loro amici, e così via, con entusiasmo e leggerezza, tutti a sostenere la nobile causa della Scrittura Inesistente. È stata una scoperta anche per noi. Perché tutto quel è stato scritto è certamente importante, ma anche quel che non è stato scritto ha un valore, per il contributo di conoscenza e originalità che avrebbe potuto apportare, per renderci manifesto tutto quel che ci siamo persi e per darci l’opportunità di rimediare. È quel che ci stiamo dicendo, e quel che vogliamo dire a voi.


Aldo Putignano