Homo Scrivens


Ricordando Gino

Questa pagina è un atto di restituzione e un segno del nostro affetto. Per Gino Parrella, dal cui corso di scrittura è nata la nostra compagnia, dal cui incoraggiamento, dalle cui parole, abbiamo imparato a dare più spazio ed importanza alla scrittura. Con lui ci siamo divertiti, abbiamo discusso, abbiamo letto in pubblico i nostri testi, siamo stati bene, e non riusciamo ad accettare che dal 20 novembre 2007 Gino non sia più con noi. Lo riaccogliamo qui con tutto l’amore delle persone che con lui sono cresciute e che ne mantengono vivo e indelebile il ricordo, pensando che questo luogo al di sopra del mondo sia il posto giusto per ospitarlo: è una pagina scritta, e vive delle nostre emozioni.

Ciao Gino, ci manchi.

Se volete lasciare un vostro messaggio scrivete a tiziana.brondi@libero.it La pagina sarà aggiornata periodicamente. Grazie.



Gino, avevi ragione quando m´invitavi a ricordare sempre che scrivere è un gioco serio, un dare conto di noi al mondo e del mondo a chi ci legge.
Mentre gioco con le parole e dò conto di tutto a tutti, ritrovo i tuoi pensieri nei miei: hai lasciato un segno in chi ti ha conosciuto.

(Antonio Balistreri)


"I want to write about people I love, and put them into a fictional world spun out of my own mind, not the world we actually have, because the world we actually have does not meet my standards (...) This is why I love Science Fiction. I love to read it; I love to write it." (Philip K. Dick, 1980)

(Un'alunna)


Mi hai spinto al di là della barriera ho accolto il tuo invito, ci sono andata. Oggi è caduta anche quella che sembra averci diviso. Non sei lontano sei solo dietro l'angolo, più amico più fratello. Le nostre mani ancora unite. Arrivederci Gino.

(Mariarosaria Riccio)


Lontano da dove, lontano da qui.
Costruiremo un paesaggio sul fiume
con case scritte, parole per te.
Se la scrittura ha voce ti arriverà fin li.
Il suono e il tratto dai tuoi pensieri, mi sembra ieri, nelle serate del martedì.
Mi dicevi che avevo sogni ripidi
ma credevi in me.
Lontano dal come è altrove, ma vicina a te.
Con affetto
Licia

(Licia Vetere)


Gino, quando un "professore" diventa un "maestro". Grazie per sempre.

(Stefania Squillante)


Gino delle nevi
Un fiume di parole
l’ultimo tuo ricordo
di quella sera insieme.
C’incontreremo in un’altra stagione.
L’ultimo sguardo verso di me
e quel sorriso lieve anche
per me che non ti ho vissuto del tutto.
Aspetterò che passi l’inverno.
Affettuosamente da
Simona

(Simona Vassetti)


Evoluzione
Vuota piena
triste allegra
astratta concreta
reale irreale
sognante non sognante
ispirante ispirata
prima dopo
tu
sguardi ricerca creativita'
bozze racconti correzioni
suggerimenti insegnamenti
spettacoli applausi sorrisi
teneri abbracci condivisi
rinascita felicità
perché oggi mi esisti
sempre e comunque

con tutto il bene
Fatima

(Fatima Romagnoli)


Tutto quello che abbiamo fatto, e continuiamo a fare oggi, ha avuto inizio nei corsi serali di scrittura creativa di Gino Parrella all'Humaniter di Napoli. Lo ricordo con infinita tenerezza e gli sono grato per non avermi dato il tempo di perdermi nell'antico e inutile dilemma se scrittori si nasce o si diventa. Lui mi incoraggiò a scrivere, e basta. Tutte le cose belle di oggi e quelle nuove di domani le dobbiamo a lui e alla capa tosta di Aldo Putignano. Per questo motivo quando mi hanno detto che Gino era "finito", mi è sembrata un'affermazione molto discutibile.

(Gianluca D’Angelo)


Per Gino che in un solo martedì mi fece comprendere e mi incoraggiò a vivere nell’unico modo possibile in questo "tempo che non possiamo comprendere". Per Gino, il cui sorriso compiaciuto e quasi meditabondo guarda questo mondo all’ombra di ogni sillaba che ho scritto, dietro ogni sintagma che traccio, aldilà d’ogni lettera che vivrò.

(Giancarlo Marino)


Gino
che mentre il vento alzava mi parlava,
Gino
che mentre intermittente il neon moriva
non spegneva le parole
(ed era strada fredda senza sole)
Gino
che un otto di Febbraio
a tarda ora
testardo mi diceva: "Prova!!"
Gino
che un turbine di foglie l'ha portato,
Gino
che, fermo il suo ricordo
l'angoscia non divora,
tra i platani secchi di via Bernini in notte
vagando come un vento mi ripete: "Prova..."

(Herik Mutarelli)


"C'era una volta un uomo Saggio dagli occhi tristi e sinceri, dal cuore capiente e l’animo nobile...
un Maestro di magia, di sorrisi e lacrime, di scontro e condivisione, un maestro dell'emozione..."...


Attraversasti il mio sentiero, squarciando la mia nebbia.
Affiancasti il mio cammino, aprendo il mio sorriso.
Camminasti insieme alla mia anima, finché era necessario.
Finché le mie gambe non divennero forti e il mio sguardo fiero.
Raccogliesti le mie lacrime, senza dire una parola, come andava fatto.
Mi regalasti i tuoi sorrisi tristi e sinceri, infrangendo quello specchio da cui filtravo il mondo.
Accendesti il mio fuoco e lo lasciasti sfogare, come nessuno aveva compreso dovesse essere fatto.
Mi insegnasti che saper piangere e condividere è una forza e non una debolezza.
Mi facesti comprendere il valore di un Cuore colmo e di un'anima in fiamme.
Mi spiegasti che tutti sono capaci di scrivere due righe ma che solo alcuni sono Scrittori.
Che l'Arte, qualunque sia, è saper emozionare, altrimenti è solo un buon esercizio di Stile.
Che le emozioni vanno rese per sottrazione, nella scrittura come spesso nella Vita.
Mi mostrasti che si può piangere per la gioia e ridere per il Dolore.

Sicché...
la mia ultima risata è per te, Gino.
Mio amico, mio maestro.

31122007
Emiliano

(Emiliano Buglione)


C’era un tempo in cui si sono aperte le porte di Homo Scrivens e ho creduto che fossimo tutti degli eroi, perché così ci vedevi tu. Eroi della penna battezzati dal tuo entusiasmo. E c’era per te il fantastico Aldo, il superbo Lucio e ogni uomo che con la sua mente sprigionasse fantasia. Ci dicevi che avremmo potuto cambiare il mondo, che noi dovevamo farlo. Grazie ad allora il nostro piccolo mondo è cambiato e allora tu non puoi essere altrove.

(Tiziana Brondi)


Il ricordo di te, della tua grande passione per la scrittura, per la poesia, è così vivo in me, che mi sembra di sentire ancora la tua voce e ti vedo in un alone di vivida luce.

(Anna Ciorcalo Limongi)


La legge morale
dentro di me!
Il cielo stellato
si è arricchito,
e non mi stupisce,
perché ha avuto te, Gino!

(Rita Castracani)


Ciao Gino,
la cassetta con i ferri del mestiere la conservo tra le cose più care che ho. Mi sa che il modo migliore per renderle onore è ricominciare a usarla.
Le tue parole sono state un abbraccio che ancora oggi mi riscalda.
Grazie per avermi ascoltato, grazie per averci creduto, promettimi che il prossimo racconto lo leggeremo insieme.

(Giuseppe)


"...un vecchio ed un bambino si presero per mano
e andarono insieme incontro alla sera..."

e insieme la cantammo
e insieme ogni tanto..continuo a cantarla

mi dicesti questa...è zaratustra
suonala...e cantala
le misi musica ,le misi la voce
ma solo dopo l'ho capita,interamente,
non leggendo le tue righe
ma leggendo i tuoi occhi...

non far del coraggio l'eccezione del proprio vivere
ma farlo il proprio modo di vivere

grazie gino,grazie

"...e il mio maestro mi insegnò come è difficile
trovare l'alba dentro l'imbrunire..."

(Fabio di Majo)


Ad uno scrittore

Piazza Dante
Fa freddo
Ombre distese sotto i lampioni

Scrivo da poco
Scrivi da sempre
Quante parole ci piovono addosso
Quanti ombrelli abbiamo dimenticato
Quante storie ci sono cadute sulla testa
in serate come quella

La realtà ci sfugge
Siamo distratti
ma non ci sfuggono i particolari
quelle schegge di vento
quelle lacrime asciutte
quelle malinconie piene

Inventiamo la vita che vorremmo
La vita che narriamo
Narriamo le storie che non viviamo
per pigrizia
per paura
per purezza

Abbiamo sempre una scusa
Abbiamo un'altra vita chiusa dentro
Abbiamo un tempo nostro
Abbiamo mondi sulle spalle
e uomini
e donne
e bugie
e verità assordanti

Eserciti di anime distratte
con quel sorriso disarmante
con un pensiero appeso al filo
lasciato ad asciugare
intanto piove

Ma se ti va
tu ci insegni di nuovo
e noi ci stendiamo al sole
ad inventare ancora
ancora spazio
ancora sogno
ancora storie
     ancora

(Sonia Scarpa)


Caro Gino sei rimasto nel mio cuore, è lì che ci incontriamo per leggere i racconti e le poesie, è lì che il ricordo di te non si perderà mai.
Grazie Gino per tutti i doni che mi hai lasciato e per tutte le ore che mi hai donato.
Se oggi scrivo è unicamente merito tuo.

(Stefania Parisi)


Sono mesi che mi chiedo, quando? quand'è successo? in quale giorno? l'avrà letta la mia lettera?
E tu stanotte mi sei apparso in sogno e mi hai detto "Cerca su internet...". E come in un romanzo ho cercato ed ho trovato la risposta: 20 novembre, 7 giorni prima che nascesse mia figlia.
Ti prego, Gino, tornami in sogno e dimmi che prima di chiudere gli occhi per l'ultima volta hai potuto leggere quella fottutissima lettera in cui c'era tutto, tutto quello che non avrei potuto dire in una telefonata, tutto!
Mia figlia è bellissima, Gino. Ha il mio sorriso e i miei capelli, quelli che ti piacevano tanto. Gli ho parlato di te e quella è stata la prima volta che mi ha vista piangere. Lei diventerà donna col mio aiuto, col tuo aiuto, perchè tu vivi in me ogni giorno di questa vita.
Professore, amico mio, "oh capitano, mio capitano" sei il più bel miracolo che poteva succedermi.
Ti prego, tornami in sogno...

(Un'alunna, figlia, amica.)


Gino è stato il mio insegnante di Filosofia e psicologia al VI Ist. Magistrale statale quello che oggi è denominato Artemisia Gentileschi.
Lì lui mi ha insegnato ad essere, mio malgrado, insegnante; oggi quando cerco di spiegare qualcosa ai miei ragazzi penso sempre a come lui l'avrebbe spiegata a me! con parole semplici, ma non banali. Ho imparato da lui la passione per la filosofia, l'amore per una disciplina che apparentemente non dà ricchezza ma in cambio apre il cuore e la mente. Mi ha insegnato a dubitare, a lottare per le proprie ragioni a non aver paura di restare soli. Se sono la persona che sono, se sono riusita a realizzare qualche mio sogno lo devo anche a lui che mi ha insegnato a credere e a sperare.
Addio Gino

(Nunzia D'Aniello)



Ciao Gino, mi manchi.
(Aldo)



I racconti di Gino pubblicati su Homo Scrivens:
Caldo
Rosa rosae
Quadretti di sole